
COS'È UN ECOMUSEO?
1) Un museo che non ha una casa ma radici profonde.

COS'È UN ECOMUSEO?
2) Il processo per definire la carta d’identità di un territorio.

COS'È UN ECOMUSEO?
3) È il racconto dei nonni, l’hashtag dei ragazzi, i disegni dei bambini.

COS'È UN ECOMUSEO?
4) Un museo dove non si paga biglietto, dove in esposizione c’è il passato e il presente della comunità locale.
Un ecomuseo è un’istituzione che gestisce, studia, esplora con fini scientifici, educativi e culturali in genere, il patrimonio globale di una certa comunità, comprendente la totalità dell’ambiente naturale e culturale di questa comunità. Un ecomuseo è uno strumento che un potere e una popolazione concepiscono, fabbricano e esplorano assieme. Questo potere, con gli esperti, le agevolazioni, le risorse che fornisce. Questa popolazione, secondo le proprie aspirazioni, con le proprie culture, con le proprie capacità di accesso. Un ecomuseo è uno specchio in cui questa popolazione si guarda, per riconoscersi, cercando la spiegazione del territorio al quale appartiene, assieme a quelle popolazioni che l’hanno preceduta, nella discontinuità o nella continuità delle generazioni. Uno specchio che questa popolazione offre ai propri ospiti, per farsi meglio comprendere, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità.
H. De Varine
L’Amministrazione Comunale di Tito, su proposta di Paesaggi Meridiani, ha avviato un progetto che porterà, entro la fine del 2018, alla costituzione di quello che sarà il primo vero ecomuseo della Basilicata. Attraverso un percorso avviato nella primavera del 2017, e con il supporto ed il coinvolgimento diretto delle associazioni di Tito, si solleciterà la comunità locale a esplorare, conoscere e riconoscere il patrimonio territoriale, materiale ed immateriale.
Dapprima attraverso passeggiate partecipate guidate da esperti locali, poi attraverso laboratori tematici condotti da facilitatori, si scambieranno e metteranno a sistema le conoscenze che la comunità ha del proprio territorio, delle risorse naturali, del patrimonio architettonico ed archeologico, ma anche dei saperi e delle conoscenze, delle pratiche, delle usanze. Racconti e leggende quindi, ma anche boschi e sentieri, aree archeologiche e antichi palazzi, orti irrigati con antichi sistemi di deviazione del torrente, vigneti scomparsi, vecchie botteghe artigiane, nuovi centri per la creatività e le arti contemporanee saranno solo alcuni degli elementi attorno ai quali la comunità titese si troverà a definire la propria identità, a partire da ciò che ha ereditato dal passato e ciò che ha costruito sino ad ora.
Una tappa fondamentale sarà la redazione della “mappa di comunità”, ovvero l’insieme dei luoghi riconosciuti, delle memorie affettive, dei significati sociali depositati nel territorio, (ri)scoperti ed identificati nel processo di esplorazione ed analisi condivisa.
La mappa sarà lo strumento chiave per la comunità per auto-rappresentarsi, ma anche per presentarsi a chi non è di Tito. A partire dalla mappa di comunità infatti, e sulla base dei suoi contenuti, si tracceranno possibili scenari di azioni che l’Ecomuseo, una volta costituito, compierà allo scopo non solo di salvaguardare il patrimonio territoriale, ma di accrescerlo.
Potranno, ad esempio, prevedersi azioni comunitarie di protezione e cura dei paesaggi attraverso laboratori di pratiche tradizionali, oppure organizzare eventi e workshop di sensibilizzazione nei confronti dei saperi contestuali legati alla gestione delle risorse e del paesaggio, oppure strutturare percorsi di turismo esperenziale e responsabile.
Altre attività molto importanti che l’Ecomuseo, una volta costituito, potrà svolgere sono relative alla redazione di uno “statuto dei luoghi”, una sorta di “costituzione” su scala di comunità che riconosca formalmente gli elementi del territorio, definisca le regole e le forme di gestione del paesaggio e si ponga come momento di tutela non vincolistica ma responsabile e condivisa. Strumenti di questo tipo, già utilizzati da altre comunità o prodotti da altri ecomusei, sono risultati particolarmente utili sia nell’ottica di riconoscimento identitario da parte delle comunità che come elemento di analisi e conoscenza di prossimità in fase di pianificazione paesaggistica.
L’Ecomuseo nascerà come processo partecipativo della comunità e come luogo virtuale mettendo a disposizione di tutti, attraverso la rete, i prodotti dei laboratori, le mappe, gli eleborati che verranno prodotti durante il percorso della sua costituzione. A ciò si aggiungerà una prima bozza di archivio digitale di saperi, pratiche, usanze e riti tradizionali che verrà prodotta attraverso fotografie, interviste e riprese audio/video.
Contemporaneamente a questo percorso si attiveranno attività di sensibilizzazione e coinvolgimento delle scuole primaria, elementare e media. Dapprima attraverso piccole attività volte a stimolare alla conoscenza del territorio, poi con la realizzazione di una guida di Tito fatta da bambini ed una “mappa di comunità” fatta dai ragazzi delle scuole medie, il percorso dell’Ecomuseo si arricchirà del prezioso contributo dei membri più giovani della comunità.
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