Delle erbe aromatiche che potremmo utilizzare ne conosciamo davvero pochissime, basta farsi un giro nei boschi con sagge guide per scoprire l’immensa varietà di queste specie odorose. La luna calante ne favorisce la raccolta, se ne trovano spontanee, se ne utilizza il gambo, il fiore, la radice o addirittura l’intera pianta, cambiano totalmente il sapore dei nostri piatti, alleviano dolori, se ne estraggono olii.

Piccola fonte di reddito per i nostri nonni, all’occasione diventavano anche “acquasantiere” fatte di rugiada raccolta dalle grandi foglie dei cardi e dalle quali benedirsi la fronte prima di andare a lavoro.

La bellissima passeggiata di ieri in compagnia di LIBERA ASSOCIAZIONE RI-CREA ce ne ha fatto riconoscere diverse come il Timo serpillo o sarapudd, il cardo che si mangia quando le foglie sono ancora piccole e tenere, l’aglio orsino dal profumo inconfondibile e amato dagli orsi, la rosa canina ricca di vitamina C dalla quale si mangiano frutti, si fanno marmellate e decotti, l’elicriso perforato dal quale estrarre “l’unguent” olio emolliente. Questa è solo una piccola parte del tesoro scovato ieri.

Il sole era cocente, un lieve venticello muoveva la calda aria d’estate, lì nel rifugio la Casermetta una piccola comunità si è poi raccolta intorno ad un tavolo, condiviso il pranzo, ha riso e raccontato storie del passato, ognuno con la propria interpretazione dialettale, ognuno contribuendo con il questionario e con i propri racconti a tenere viva la memoria.

Ecco come ci piace costruire l’ #ecomuseoTito!

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